487 ettari di natura tra le prealpi carniche e il tagliamento
La Riserva
Rupi, boschi e greto fluviale alle porte delle Prealpi Carniche
Il Territorio
Alle porte delle Prealpi Carniche, dove le pareti rocciose scendono a picco sul greto del Tagliamento, si estende la Riserva Naturale Regionale del Lago di Cornino. Un’area protetta di 487 ettari tra i comuni di Forgaria nel Friuli e Trasaghis, in cui convivono ambienti radicalmente diversi: rupi calcaree, boschi mediterranei, greto fluviale e uno specchio d’acqua dal colore inconfondibile.
Il Lago di Cornino ha un’origine antica: si è formato circa 10.000 anni fa, al termine dell’ultima glaciazione, quando una grande frana sbarrò una depressione naturale alimentata dalla falda freatica del Tagliamento. Oggi è un piccolo lago oligotrofico, povero di nutrienti, povero di vita batterica, ricco di trasparenza. Non ha né immissari né emissari visibili: l’acqua entra e defluisce attraverso il sottosuolo, mantenendo una temperatura quasi costante tutto l’anno tra i 9 e gli 11 gradi. Sul fondo crescono fitte praterie di alghe verdi che gli conferiscono il caratteristico colore verde-azzurro, visibile anche dall’alto.
L'ultimo fiume alpino ancora selvaggio
Il Tagliamento
Il Tagliamento è l’ultimo grande fiume alpino a scorrere ancora quasi indisturbato nel suo alveo naturale. Il primo Rapporto sullo Stato delle Alpi lo definisce il “re dei fiumi alpini”: 170 chilometri di corso, un’ampia fascia di ghiaia intrecciata in canali che cambiano forma ad ogni piena, una morfologia che altrove in Europa è ormai scomparsa. La Riserva ne custodisce uno dei tratti più integri, da Peonis fino al ponte di Cornino.
Un crocevia di specie tra Alpi e Mediterraneo
Flora e Fauna
La posizione geografica della riserva, al crocevia tra clima alpino e influenze mediterranee, crea condizioni eccezionali per la biodiversità.
Sulle rupi calcaree cresce il leccio, specie tipicamente mediterranea che qui raggiunge uno dei suoi limiti settentrionali. Nei boschi e sui prati convivono specie legate ad ambienti aridi con altre tipiche delle zone umide del fondovalle.
La fauna è altrettanto ricca. Tra i rettili sono presenti la vipera dal corno, il biacco e il saettone. Tra i mammiferi, il capriolo è la specie più comune, mentre ghiro, moscardino, volpe e tasso popolano i boschi.
L’area si trova su una rotta migratoria importante: in primavera e in autunno transitano falco pescatore, falco di palude, albanella reale e molte altre specie. Presenze fisse sono il gufo reale, i corvi imperiali e, protagonisti assoluti, i grifoni.
La Cooperativa Pavees e la sua missione
Chi gestisce la Riserva
Dal 2014 la Riserva è gestita dalla Cooperativa Pavees, realtà friulana specializzata nella valorizzazione del patrimonio naturale e culturale del territorio. Fondata nel 1997, Pavees gestisce oggi diverse aree protette in Friuli Venezia Giulia, portando in ognuna un approccio che unisce conservazione, ricerca scientifica e accoglienza al pubblico.

